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Narcisismo e Disturbo Narcisistico di Personalità

“Era il 20 giugno 1890 quando Oscar Wilde pubblicò per la prima volta su un mensile di letteratura il racconto Il ritratto di Dorian Gray” (www.urbanpost.it), edito in forma di romanzo nell’aprile del 1891. Come il protagonista della sua più celebre opera, “Wilde fu un giovane ben nato, dotato di una sottile intelligenza, ma preda del più estremo narcisismo” (www.news.leonardo.it). Al pari di Narciso, lo splendido fanciullo che nella mitologia classica si lascia morire perché non può possedere l’oggetto amato, ovvero la propria immagine, il personaggio di Dorian Gray incarna l’identità assoluta che non conosce l’alterità, il diverso da sé (www.mthi.it).

Ma cos’è realmente il narcisismo? “Il narcisismo puro è un fatto maschile. Ed è diverso dal dandysmo. Il dandy è l’uomo che vive tutta la propria esistenza come davanti a uno specchio, come diceva Charles Baudelaire. Ma per lo sforzo continuo di fare della propria vita un’opera d’arte. Invece il Narciso si ritiene già perfetto, al massimo bisognoso di qualche ritocchino” (www.lettera43.it). Va detto che il narcisismo non è assimilabile ad un’unica categoria, in quanto si muove lungo un continuum che va dal Narcisismo Sano al Narcisismo Patologico. In breve, sebbene il narcisismo sia di interesse clinico, ponendosi come tratto del Disturbo Narcisistico di Personalità, non è semplice distinguere tra narcisismo sano e narcisismo patologico, tanto più che la società contemporanea spinge ad essere molto centrati sull’immagine di sé.

Nel 2007, J. Twenge, Psicologa dell’Università di San Diego ed editorialista del Times, aveva battezzato come Generation Me (Generazione Io) la deriva narcisistica, segnalandola come uno dei tratti più spiccati dei giovani americani. In Italia, lo studio sociologico di V. Cesareo e I. Vaccarini dall’emblematico titolo L’era del narcisismo, ha dato risalto al fenomeno, considerandolo una metafora della contemporaneità. “Io io io: è un trionfo ovunque, in tv, sui giornali, nel web, nella vita quotidiana” (www.corriere.it).

Ne consegue che, la differenza tra un narcisista sano ed uno patologico, vada rintracciata nel grado di grandiosità, nella perdita di un legame con la realtà, nella mancanza di contatto con i propri sentimenti, i propri bisogni, le proprie sensazioni corporee e le proprie emozioni. Secondo il profilo elaborato dallo psichiatra e psicoanalista di origine austriaca O. Kernberg, “il paziente narcisista […] si muove in una realtà pericolosa, perché in ogni momento l’immagine grandiosa che ha di se stesso può venire invalidata. Per tentare di difendersi da questo rischio il narcisista è costretto a tenere lontani gli altri, che diventano automaticamente oggetto di rabbia e svalutazione” (www.stateofmind.it).

A differenza di Kernberg, H. Kohut, fondatore della Psicologia del Sé, “non considera la rabbia narcisistica come derivato pulsionale distruttivo e non assegna alle pulsioni aggressive un ruolo fondamentale nella genesi di tutta la patologia narcisistica; egli considera la rabbia come il risultato della mancanza d’empatia dell’Oggetto-Sé, vale a dire di carenze ambientali” (www.ali-to.it).

Dal punto di vista clinico, l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V) ha cercato di cogliere maggiormente la complessità delle personalità narcisistiche, mettendone in luce i paradossi. Pur ribadendo che i criteri diagnostici per accertare il Disturbo Narcisistico di Personalità debbano ruotare attorno al concetto di grandiosità, il DSM-V si sofferma anche sulla solitudine sottesa all’auto-esaltazione e sull’utilizzo concomitante di sostanze, da intendersi come tentativo disfunzionale di curare l’inquietudine, l’irrequietezza e il mal di vivere correlati a questa patologia (www.stateofmind.it). Per il DSM-V, l’elemento critico del Narcisismo Patologico è l’intrinseca debolezza di chi dimostra grandiosità, per negare o fuggire la propria fragilità.

Il Disturbo Narcisistico di Personalità ha il suo esordio entro la prima età adulta. I tratti narcisistici possono essere piuttosto comuni negli adolescenti e, tuttavia, non indicare necessariamente che in futuro la Persona svilupperà un disturbo. Circa il 50-75% delle persone a cui è stato diagnosticato un Disturbo Narcisistico di Personalità è di sesso maschile. Relativamente alle cause, sembra siano da rintracciarsi, principalmente, in un’inadeguata relazione con le figure di accudimento, durante l’infanzia. Quanto agli effetti di questo disturbo, possono essere particolarmente invalidanti nelle diverse sfere della vita. In ambito lavorativo, può accadere che lintolleranza alle critiche comporti, nei casi più estremi, la rinuncia alla propria attività.

Nella sfera interpersonale, invece, il narcisista tende a mostrarsi emotivamente freddo, distaccato e incurante del dolore che ingenera nell’altro, a causa delle sue osservazioni e considerazioni il più delle volte sprezzanti. Nelle relazioni familiari e amicali, il narcisista può reagire intensamente con rabbia alle critiche, contraccambiare con insolenza e, al contempo, provare intensa vergogna e senso di inadeguatezza. I rapporti tendono a divenire, pertanto, luogo di afflizione, spingendo il narcisista ad adottare l’evitamento quale strategia di protezione. Un altro elemento caratterizzante della personalità narcisistica è la manipolazione: frequenti i comportamenti falsamente teneri, soprattutto al momento della conquista, comportamenti agiti solo per trarne un vantaggio personale e colpire il proprio partner nei suoi punti deboli, così da minarne l’autostima e renderlo facilmente manipolabile.

“Ci sono donne”, sostiene Pascale Chapaux-Morelli, autrice del testo La manipolazione affettiva nella coppia, “che debbono affrontare le conseguenze di una relazione con un perverso narcisista. Hanno molti punti in comune con chi viene picchiata, perché devono far fronte al ricatto, alle umiliazioni, alle vessazioni, ai rimproveri, ai finti rimorsi e ai fugaci pentimenti da parte del loro compagno. Subiscono, dunque, un maltrattamento vero e proprio” (www.psiconline.it). Il gioco psicologico del narcisista perverso consiste nel trasformare le persone in cose. Il partner diventa solo un oggetto (disprezzato), con cui poter mettere in atto i propri impulsi più distruttivi o autodistruttivi, al fine di mantenere intatto il proprio sé grandioso. In questo modo, il narcisista getta le basi per una relazione caratterizzata dalla dipendenza affettiva e materiale, con l’unico scopo di depotenziare l’autonomia del partner, mettendone in luce le fragilità e i difetti (www.risorsadonna.com).  La sfida, per chi precipita nella dipendenza affettiva con un narcisista, è imparare a tradurre diversamente messaggi che sembrano incoraggiare la relazione ma che, in realtà, perseguono il solo scopo di confermare l’altro nella sua grandiosità.

Come procedere

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In caso di impossibilità a poter raggiungere lo Studio, in Roma, potrai fare altrettanta richiesta per una prestazione On-Line, avvalendoti della piattaforma web appositamente realizzata. E’ intuitiva, rapida e sicura.

A conclusione di tale fase consulenziale, sia in Presenza che On-Line, sarà definito quanto emerso nel corso del lavoro e, eventualmente, saranno focalizzati gli obiettivi per l’avvio di una Psicoterapia, la quale potrà essere Individuale, di Coppia o Familiare.

Chiedere aiuto è un segno di forza e, soddisfare i tuoi bisogni psicologici, equivale a compiere il più importante atto d’amore che possa fare verso la tua persona, ancor prima che per coloro che condividono la loro vita con te.