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Sostegno psicologico nella lotta ai tumori

I tumori rappresentano la seconda causa di mortalità in Italia, dopo le malattie cardio-vascolari. Le ultime stime Istat, risalenti al 2011, riferiscono 175.000 decessi dovuti a neoplasie maligne in un anno (ovvero, circa il 30% del totale). Secondo quanto riportato dall’AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che proprio nel 2015 celebra i 50 anni dall’inizio delle proprie attività (www.airc.it), “Ogni giorno in Italia si scoprono 1.000 nuovi casi di tumore”. Tuttavia, le ricerche dimostrano quanto siano aumentate, negli ultimi periodi, le possibilità di sconfiggere questa terribile patologia. Le stime dell’AIRTUM – Associazione Italiana Registro Tumori, relative al 2014, affermano che, sebbene nel corso dell’ultimo quinquennio il numero di Persone a cui è stato diagnosticato un tumore sia cresciuto del 20%, il tasso di mortalità tra i pazienti è diminuito sensibilmente:

“Il numero degli italiani con una diagnosi di tumore (recente o lontana nel tempo)  continua a crescere: erano 2.600.000 nel 2010 e saranno 3 milioni nel 2015 (+20% nel corso di 5 anni). Ma di questi 3 milioni, 1 Persona su 4 può considerarsi “già guarita” perché è tornata ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, cioè di chi non ha mai avuto una diagnosi di tumore” (www.registritumori.it).

In termini percentuali, il tasso di guarigione di chi ha sviluppato una neoplasia maligna (ovvero il livello di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi), si è innalzato al 63% per le donne e al 57% per gli uomini. Un dato confortante, rispetto al passato, in cui giocano un ruolo rilevante la prevenzione, la precocità della diagnosi e l’efficacia della terapia.

Vari studi attestano l’importanza del supporto psicologico, al fine di combattere più efficacemente la malattia e aumentare le possibilità di guarigione. Il sostegno psicologico, infatti, non solo rappresenta uno strumento fondamentale per consentire al malato e ai propri familiari di affrontare il violento trauma correlato alla conferma della diagnosi, ma può aiutare il paziente a sopportare meglio le cure e ad aderirvi con più determinazione e con la giusta motivazione. La consapevolezza della malattia, unita al desiderio di sconfiggerla e alla vicinanza dei propri cari, rappresentano un coadiuvante essenziale al trattamento farmacologico. La capacità di sviluppare risorse che aiutino a ridurre il livello di stress e a risollevare il tono dell’umore, può avere, inoltre, reali effetti sull’innalzamento delle difese immunitarie del paziente e, di conseguenza, rallentare e, in molti casi, migliorare il decorso della malattia.

Ciò, soprattutto in vista di possibili ricadute. Nel “Documento tecnico per ridurre il carico di malattia del cancro”, relativo al triennio 2011-2013, il Ministero della Salute individua, tra i principali fattori di prevenzione terziaria, ovvero “la prevenzione delle complicanze e recidive di malattia […], la garanzia e tutela della qualità della vita al fine di “[…] gestire non solo i sintomi clinici, ma anche quelli di stress psicologico, i bisogni e le difficoltà personali e familiari […](www.salute.gov.it).

La percezione della malattia e delle sue possibili conseguenze, possono influenzarne in maniera determinante il decorso ed è essenziale che il paziente sviluppi un sentire positivo rispetto al miglioramento del proprio stato di salute e, di conseguenza, alla propria aspettativa di vita. Il paziente, dunque, è fondamentale che riesca a sentirsi una Persona con una malattia, non che sia, invece, lui stesso la malattia.

Per le Persone che si trovino ad affrontare questo difficile e doloroso percorso, per i loro familiari e per coloro che necessitino di sviluppare strumenti e risorse per superare il grave trauma derivante dall’annuncio di una malattia, il Centro Italiano per la Psiche mette a disposizione tutta l’esperienza, la cura e l’attenzione dei propri professionisti. Presso la sede del Centro è possibile beneficiare di un percorso consulenziale di tipo Individuale, di Coppia o Familiare, intraprendere percorsi di Psicoterapia Individuale, di Coppia o Familiare, che tengano conto delle necessità della Persona e delle specificità di ogni singolo caso, pianificando gli incontri in giorni e in orari compatibili con la frequenza e l’incidenza di eventuali terapie e trattamenti farmacologici. Per alleviare lo stress dovuto agli spostamenti, nel caso di Persone residenti fuori Roma o in regioni diverse dal Lazio, le sedute potranno svolgersi con cadenza bisettimanale e nei weekend. Per le Persone che fossero impossibilitate a spostarsi, perché fortemente gravate dalle conseguenze della malattia, vi sarà la possibilità di accedere alle consulenze a distanza, mediante l’utilizzo della webcam.

Il Centro Italiano per la Psiche

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